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Note storiche



Il Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze vanta una lunga tradizione nel campo delle tecnologie applicate alla musica.
 
Determinante per questo tipo di rapporto è stata la figura di Pietro Grossi, per trent'anni primo violoncello dell'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e titolare della cattedra di Violoncello nello stesso Conservatorio. Grossi iniziò ad interessarsi alle nuove possibilità create dall'elettronica in campo musicale già agli inizi degli anni '60, acquistando in proprio tutta una serie di attrezzature ed allestendo uno studio in casa propria.
 
Nello studio di Grossi (denominato S2FM, acronimo di Studio di Fonologia Musicale di Firenze) transitarono in breve gran parte dei più importanti compositori e musicisti del periodo, dando luogo ad importanti eventi e produzioni (si ricordino per tutti: il primo convegno internazionale di Musica elettronica al Teatro Comunale di Firenze che vide la presenza, tra gli altri, di Stockhausen, Berio, Maderna, Xenakis oltre alla rappresentanza di gran parte degli studi di produzione elettronica allora esistenti nel panorama internazionale; la realizzazione dei suoni utilizzati dal M° Gelmetti per la colonna sonora di "Deserto rosso" di Michelangelo Antonioni).
 
Nel 1965 Grossi decise di donare i propri strumenti elettronici al Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze e di continuare lì la sua attività creando la prima cattedra di Musica Elettronica in Italia.
 
Intanto Grossi aveva iniziato ad interessarsi alle possibili applicazioni dell'elaboratore elettronico in campo musicale. Pioniere assoluto in Italia e tra i primi al mondo riesce, grazie ad una collaborazione prima con Olivetti e poi con IBM, a "far suonare un computer". Inizia da qui un'intensissima attività musicale e di ricerca scientifica e tecnologica che porterà Grossi alla stretta collaborazione con l'Istituto CNUCE (oggi ISTI) del CNR.
 
In seno a tale collaborazione nasceranno progetti di rilevanza internazionale, solo per citarne alcuni: il primo elaboratore italiano, ed uno dei primi al mondo, dedicato esclusivamente alla musica (TAU2, oggi in esposizione al Museo delle tecnologie informatiche del CNR di Pisa); il primo archivio musicale digitale italiano, in cui sono stati trascritti gran parte degli autori più importanti del repertorio classico, da Bach a Stravinskij a Stockhausen; i primi software specificamente dedicati ad applicazioni musicali; la costituzione di un nucleo di ricercatori specificamente addestrati allo studio delle problematiche connesse all'utilizzo delle tecnologie in campo musicale (Unità di Musicologia Computazionale dell'Istituto CNUCE del CNR).
 
Nel 1983 Grossi, lasciati gli insegnamenti di Violoncello e di Musica Elettronica, inaugurò il primo corso di Informatica Musicale e nel 1985 riuscì ad ottenere dall'allora Ministero l'apertura della cattedra.
 
L'intensa attività didattica che ne nacque, viaggiando in parallelo con le attività di ricerca scientifica e di produzione sviluppate negli anni dall'Unità di Musicologia Computazionale grazie alla convenzione stipulata tra il Conservatorio e l'istituto CNUCE, ha permesso la creazione di una realtà unica sul territorio nazionale. Conservatorio, CNUCE e vari enti pubblici e privati hanno investito negli anni sia per il finanziamento delle attività, sia per l'acquisto e per il mantenimento delle attrezzature; Conservatorio e CNUCE mettono a disposizione locali ed attrezzature, da una parte, competenze avanzate, dall'altra.
 
Nel 2003 è stato realizzato il centro di eccellenza MARTLab, sempre tra Conservatorio e ISTI/CNUCE del C.N.R. e con il contributo determinante di RAI Sede Regionale per la Toscana, che rappresenta in qualche modo un primo consuntivo dell'ultimo ventennio, a testimonianza della qualità delle attività svolte e delle competenze messe in campo dall'Unità di Musicologia Computazionale.
 
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