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Presentazione del Fondo Musicale di EDOARDO CAVALLINI

Sabato 17 dicembre ore 10 | Sala lettura della Biblioteca

Intervengono il M° Paolo Zampini e il Prof. Dario Lo Cicero

Edoardo Cavallini, musicista e musicologo fiorentino, è una delle figure più interessanti e originali tra le avanguardie musicali del ‘900.
Tenace assertore del pluricromatismo (come lui amava definire ciò che oggi si definisce correntemente microtonalità, ovvero l’uso di intervalli inferiori al semitono), iniziò il suo percorso negli anni ‘30 da un rigoroso studio dell’enarmonia nella Grecia antica e nel Rinascimento, confrontandosi in seguito con altri compositori del suo tempo, come Alois Hába e Ivan Wyschnegradsky. Grazie alle attestazioni di stima di questi ultimi, e al parere favorevole di una commissione ministeriale composta da Alfredo Casella, Amilcare Zanella e Carlo Jachino, ottenne a partire dal 1940 la nuova cattedra di Armonia pluricromatica presso l’Accademia di Santa Cecilia. E’ oggi possibile ricostruire il rigore metodologico e i lusinghieri risultati dei corsi di Cavallini, grazie al materiale (partiture, strumenti musicali microtonali, epistolari, saggi e altro) conservato dal Conservatorio di Firenze (donazione Baccellini), dalla Prof.ssa Alessandra Baccellini (ultima allieva del M° Cavallini), dall’Accademia di Santa Cecilia, dal Prof. Massimo Scarani (figlio di Emilio Scarani, allievo e principale collaboratore di Cavallini) e dal Laboratorio di Ricerca Musicale (donazione Scarani). Tuttavia, dopo la sospensione delle lezioni dovuta agli eventi bellici, la cattedra non fu riattivata, e iniziò per il Cavallini una vera e propria fase di esilio in Cecoslovacchia ed Austria. Nonostante egli proseguisse la sua collaborazione con la prestigiosa Rivista Musicale Italiana, gli ambienti musicali nostrani restarono per lo più indifferenti ai suoi stimolanti contributi storici, teorici ed estetici. Gli ultimi anni trascorsi nella sua Firenze testimoniano l’isolamento riservato allora, per pregiudizi dogmatici, a chi prefigurava sentieri esplorativi sottovalutati dall’estetica adorniana dominante. L’originalissimo linguaggio compositivo di Cavallini, che sembra guardare più al passato e al futuro che al (suo) presente, se ieri era un ostacolo oggi è una risorsa. Già da anni i dogmi legati al “confine dei dodici suoni” sono crollati, altri musicisti come Giacinto Scelsi (che ebbe come collaboratore,
per la stesura di sue composizioni microtonali, un ex allievo di Cavallini) sono stati ampiamente riscattati dall’ingiusto oblio in Italia, ed ora i tempi sono maturi per guardare con attenzione a una figura di grande spessore artistico, e alla mole di materiali che ha lasciato ai posteri. In Italia, dopo una prima rivalutazione all’estero, il Conservatorio della città natale di Cavallini è la prima istituzione a intraprendere questa riscoperta, con la presentazione del fondo Cavallini della sua Biblioteca.

Dario Lo Cicero, musicista e musicologo, nei suoi primi anni di attività si è dedicato prevalentemente al jazz, alla musica contemporanea e ai repertori del passato, conseguendo fra l’altro i diplomi di Flauto dolce e traversiere e di Musica antica al Conservatorio di Verona (con Marcello Castellani) e – “with Honours” – al Royal College of Music di Londra.
Dopo anni di prevalente attività solistica come flautista si è gradualmente affermato anche come compositore, improvvisatore, inventore e costruttore di strumenti musicali, e polistrumentista dedito a strumenti inusuali.
Nella sua attività di ricerca ha prodotto importanti contributi (pubblicati da editori come la SPES di Firenze, e da periodici come la Rivista Italiana di Musicologia) sul repertorio e la prassi esecutiva fra il 16° e il 17° secolo, sull’opera ottocentesca (con la scoperta di manoscritti autografi di Rossini, Donizetti e Generali) e sui pionieri italiani della microtonalità nel ‘900. In tal senso ha riportato all’attenzione di musicisti e studiosi il caso di Edoardo Cavallini ed Emilio Scarani, con due iniziative svolte nel 2011 a Londra: una conferenza alla Royal Academy of Music e la lecture-performance On the Wrong Side alla galleria Tate Britain. E’ stato promotore di iniziative volte a promuovere l’integrazione tra ricerca musicologica, sperimentazione ed esecuzione concertistica, come il Laboratorio di Ricerca Musicale e l’Orchestra Xenarmonica. Ha insegnato in vari conservatori (tra cui quelli di Trapani, Vicenza, Torino e Bari), scuole di musica (a Palermo, Roma e Bologna), e corsi musicali estivi (a Erice e Urbino), ed è attualmente docente bibliotecario al Conservatorio di Palermo, dove è
anche stato promotore e docente di corsi di Storia dell’ornamentazione e dell’improvvisazione, Microtonalità e Strumenti e musica per l’educazione ambientale.

 

Ingresso libero


CONSERVATORIO CHERUBINI DI FIRENZE
P.zza delle Belle Arti, 2 - 50122 Firenze




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