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Vetrina di Libri: F. MARRI - M. ROUQUIÉ, Pietro Nardini (1722-1793) da Livorno all’Europa

Sabato 18 MARZO 2017 | ore 11 | Sala del Buonumore

P.zza delle Belle Arti 2 
50122 Firenze

Per la rassegna "Vetrina di Libri 2016-2017" a cura di Anna Menichetti
con interventi musicali di docenti e studenti del Conservatorio “Cherubini”, a cura di Donata Bertoldi


Federico Marri e Marie Rouquié, Pietro Nardini (1722-1793) da Livorno all’Europa, Catalogo tematico delle opere, in collaborazione con Amici dei Musei e dei Monumenti Livornesi aderente alla Federazione Italiana Amici dei Musei, Treviso, Diastema, 2016.

Federico Marri Laureato in filosofia all'Università di Bologna e diplomato in pianoforte al Conservatorio di Milano nel 1977, è stato bibliotecario del Conservatorio di musica “Luigi Canepa” di Sassari dal 1978 al 1983; dal 1983 è docente di Storia ed estetica musicale e bibliotecario dell'Istituto superiore di studi musicali “Pietro Mascagni” di Livorno. La sua attività si è sviluppata nei settori della biblioteconomia musicale, della critica musicale e della musicologia. Dal 1986 coordina il progetto “Poeti e musicisti livornesi tra XVIII e XIX secolo” promosso dall'Istituto “Mascagni”, nel cui ambito ha curato, in particolare, la raccolta di documentazione, la realizzazione di convegni e pubblicazioni di e su Ranieri Calzabigi, Giovanni De Gamerra, Pietro Nardini e Giuseppe Cambini. È stato membro dei comitati scientifici delle collana “Studi musicali toscani” e “I libretti di Giovanni De Gamerra”. Ha pubblicato il catalogo dei manoscritti musicali della cattedrale di Sassari e, con Rossana Chiti, quello del fondo dei libretti della Biblioteca Labronica di Livorno; inoltre, studi sulla cappella musicale di Sassari, su Ludovico Antonio Muratori e il melodramma, su De Gamerra, su Cambini e sul teatro musicale a Livorno.

Marie Rouquié si è diplomata brillantemente in violino al Conservatoire National Supérieur de Musique di Lyon e al Koninklijk Conservatorium de L’Aja, specializzandosi nell’interpretazione del repertorio antico.
Fortemente interessata alla diversità degli stili musicali, alla loro applicazione su uno strumento tanto complesso come il violino e alle molteplici tecniche espressive che ne derivano, partecipa a numerosi progetti artistici che le permettono di approfondire e di raffinare la sua conoscenza di stili e di compositori.
Apprezzata musicista da camera, collabora con diversi gruppi, come “Escadron Volant de la Reine”, “Mensa Sonora”, “Les Ombres”, “Inalto”, “Achéron”, “Aurora” ecc.
Dal 2010 è docente di violino barocco al “Centre dʼÉtudes Supérieures de Musique et Danse” del Poitou-Charentes.

 

Pietro Nardini fu violinista tra i più celebrati del secondo Settecento, esponente di spicco dellʼantica tradizione italiana e, in particolare, della scuola tartiniana, la cui identità stilistica risiedeva nel cantabile, nellʼornamentazione espressiva degli adagio, e nel magistrale virtuosismo tecnico; una scuola che il violinista livornese continuò a Firenze e che formò eccellenti strumentisti. Accostarsi a Nardini significa accettare di introdursi nella complessità determinata dal trovarsi “tra due stili”: la ricerca di significati, di discorsi e di affetti propri della musica barocca viene infatti trascritta da lui in un linguaggio nuovo, costituito da un registro prevalentemente elegante, ricco di colori musicali e pieno di spirito, che dà il tono alla musica che sta per arrivare. Si può dire che Nardini è stato, anzitutto, un allievo di Tartini, con il quale ha sviluppato una vicinanza tanto musicale che umana; del suo maestro egli ha conservato la chiarezza e lʼefficacia delle melodie e ha continuato a sviluppare la cantabilità strumentale, ovvero lʼarte di fiorire lʼadagio. Ma Nardini viveva nel suo tempo, nel nascente classicismo, e si inserì nello sviluppo di questo nuovo stile. Lungi dallʼessere, la sua, una musica indefinibile o addirittura contradditoria, in essa si congiungono gli estremi e quando la profondità del discorso è servita da un linguaggio fatto di grande leggerezza, allora essenzialità e frivolezza lavorano insieme. La musica di Nardini è una chiave che ci apre la porta di un linguaggio nuovo ancora troppo poco utilizzato dai violinisti di oggi, e che arricchisce la nostra percezione e la nostra interpretazione degli stili barocco e classico. Questo catalogo, per la cui redazione ci si è avvalsi dei moderni strumenti di ricerca e che per la prima volta presenta in modo sistematico la produzione di Nardini dopo il pionieristico lavoro di Clara Pfäfflin, vuole essere proprio la porta per entrare nellʼopera di un violinista-compositore che suscitò lʼinteresse dei Mozart e di numerosi altri suoi contemporanei, e che oggi sembra tornato al centro dellʼattenzione degli esecutori più consapevoli.



Programma del concerto

PIETRO NARDINI (1722-1793)
Concerto in mi minore per violino e orchestra (riduzione per violino e pianoforte)
Allegro moderato - Andante cantabile - Allegro giocoso

Benedetta Servino, violino
Giacomo Benedetti, pianoforte

Classe di violino, prof.ssa Lucia Maggi


P. NARDINI
Quartetto n.4 in Fa maggiore
Adagio - Allegro - Minuetto

QUARTETTO GINESTRA
Adamo Rossi, Giulio Franchi, violini
Giacomo Tagliabue, viola
Gioia Bertuccini, violoncello

Classe di musica d'insieme per archi, prof.ssa Alina Company

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