logo top

 

 
 

TOP cherubini

 
 

 
       
 
 
 

Musart Festival | BOLÉRO e CARMINA BURANA

Ottima esecuzione dell'Orchestra Regionale della Toscana e dei cori e solisti in Ravel e Orff
Serata magica con Bolero e Carmina servizio di Simone Tomei

170719_Fi_00_Ort-Bolero_phMarcoBorrelliFIRENZE - Ci sono delle serate che sono magiche per natura ed altre che lo diventano per gli eventi che accadono, per i luoghi che frequentiamo e per le persone delle quali ci circondiamo: il Bolero di Maurice Ravel ed i Carmina Burana di Carl Orff (l'evento); Piazza Santissima Annunziata a Firenze (il luogo); la condivisione in amicizia con la propria Dirigente scolastica (le persone): questi sono stati gli ingredienti di un'amalgama di grande forza che ha fatto diventare la sera del 19 luglio 2017 piena di magia e di forti emozioni. La musica è stata la grande protagonista che ha visto in campo l'Orchestra della Toscana, per l'occasione rinforzata da studenti provenienti dai Conservatori di musica della Regione Toscana, nell'ambito del "Musart Festival 2017" con due composizioni di indubbio fascino e bellezza dove i colori di una calda, ma piacevole, sera estiva si sono mirabilmente fusi con le note e con le suggestioni che quella musica ogni volta ci regala.
Credo sia superfluo dare una spiegazione o fornire qualche didascalia musicale a queste due composizioni, proprio perchè il loro valore e la loro fama è universalmente riconosciuta. Come al solito sono molto ricettivo alle suggestioni che mi arrivano dall'esterno e proprio sulla fine del Bolero di Ravel, mi arriva questa frase nell'orecchio: «Questa composizione è come la vita.»
Lì per lì non ho colto subito questa sollecitazione, ma essa fa prepotentemente capolino nella mia mente allorchè si conclude il secondo brano in programma.
Queste due composizioni rappresentano alla fine due modi di vedere la vita: il primo - il Bolero -  ci mostra la nostra essenza come un fluire, come un crescere piano piano, che ci conduce alla completa maturazione come esseri umani, senza però mai tradire la nostra più intima essenza; il tema anche nel fortissimo finale è sempre quello, però nutrito da tutta quell'esperienza di vita che mano mano si è raccolta con il divenire dei giorni, dei mesi e degli anni.
Di converso, le note dei Carmina Burana, possono essere specchio per un'esistenza che dal suo nascere al suo morire, passa anch'essa per milioni di strade, per infinite esperienze, ma alla fine va a planare in maniera del tutto naturale sulla sua condizione ancestrale, quasi dimentica di tutto quello che ha vissuto per riassaporare sapori e emozioni primitive: emozioni primitive che avranno comunque un altro sapore perchè  alimentato da tutto quello che è stato accumulato con le esperienze vissute.
La nostra vita può essere vista attraverso queste due sfaccettature, come attraverso molte altre, ma le suggestioni della musica di quella sera fiorentina hanno planato in questa direzione.

170719_Fi_01_Ort-Bolero_phMarcoBorrelli

Oltre al fascino suscitato nella mente è d'obbligo parlare e trasmettere anche come gli interpreti hanno eseguito queste pagine divine. Senza dubbio il Bolero di Ravel è di per sè sensualità, ma bisogna che questa emerga con forza perchè debba parlarsi di esecuzione mirabile; posso dire che per me questa non è mancata... anzi, è stato proprio l'elemento portante della direzione del M° Daniele Rustioni; due temi che si ripetono incessantemente per nove volte, un crescendo di strumenti che mano a mano avvolgono l'atmosfera estiva della piazza e la riempiono di melodia, hanno avuto il loro culmine nell'esplosione della modulazione in Mi maggiore quasi a segno di volersi elevare verso il cielo per poi ritornare ancor più prepotentemente tra noi.
In questo divenire il ritmo danzante l'ha fatta da padrone con coinvolgimento mentale e fisico del Maestro concertatore che anche con il corpo ha dato a tutta l'esecuzione mirabile dei professori d'orchestra quell'ispirazione e quella grinta necessarie affinchè tutto fosse magia, emozione e vera musica che scaturisce dall'animo umano e non solo dallo strumento.
Le ovazioni non sono mancate per la splendida esecuzione! Dopo i necessari aggiustamenti tecnici delle postazioni sul palcoscenico ecco entrare in gioco gli elementi necessari per l'esecuzione della cantata scenica di Carl Orff composta tra il 1935 e 1936 coeva quindi del Bolero ascoltato precedentemente: il Coro Città di Roma, il Coro Voci Bianche "ViviLeVoci_Pescetti" di Firenze, il soprano Giuliana Gianfaldoni, il controtenore Antonio Giovannini e il baritono Enrico Marabelli.
Anche questa musica è pregna di carnale sensualità; pur essendo la polifonia quasi assente, pur avendo un'armonia tutto sommato semplice, è il ritmo che fa la differenza; anche in Orff (come per Stravinsky, volendo citare ad esempio un innovatore ante-litteram) la ritmica diventa un elemento fondante, indispensabile; ritmo che spesso varia da una battuta all'altra dello stesso brano, intensità variopinte che rendono molto complessa, ma audace, l'esecuzione.
Anche qui il M° Rustioni è stato molto generoso nel "tirar fuori" dagli strumenti le necessarie timbriche sì da rendere le cinque sezioni di cui è composta l'opera un giardino delle meraviglie da cui attingere emozioni allo stato puro.
Valido l'apporto del Coro Città di Roma che avrei gradito in una composizione più numerosa per non far perdere, come è successo in taluni momenti, una più vivida incisività, ma comunque musicalmente preparato e ben centrato sui tempi e sulle intenzioni; bene pure il Coro di Voci Bianche che ha saputo ben amalgamarsi con il resto dei musicisti. L'apporto delle voci soliste è in questa composizione suggestivo, ma al contempo mette a dura prova le corde vocali.
Il controtenore Antonio Giovannini è stato brillante ed istrionico nel dare quel piglio scenico alla sua Olim lacus colueram, eccellente per fraseggio e per morbidezza di suono nonostante le sofferenze che racchiude il personaggio.
Quasi unico nel repertorio per baritono il complesso dei brani ad esso affidati per estensione: in diversi punti è richiesto il falsetto ed un repentino passaggio alle note di petto; bravo nell'esecuzione il nostro inteprete Enrico Marabelli, che ha saputo ben gestire la sua vocalità con note proprie della corda sempre ben a fuoco e con un'ottima gestione del fiato e del fraseggio, trovando al contempo il giusto piglio per quelle più estreme.
Buona anche la prestazione del soprano Giuliana Gianfaldoni che ha trovato qualche limite nella parte più estrema dello spartito con un'emissione che difettava un po' di morbidezza ed eleganza; l'aria Dulcissime è propria di un soprano di coloratura, ma lo stesso Orff l'aveva destinata ad un "lirico" per far sì che fossero più evidenti i contrasti e le tensioni musicali.

170719_Fi_02_OrtBolerofacebook

Indubbio il riscontro del pubblico che ha elargito sonore ovazioni per tutti con più chiamate alla ribalta di tutti gli artisti. Un'esperienza meravigliosa per una serata estiva dove arte, musica, amicizia ed empatia si sono incontrate per donarmi e per donarci un tassello in più da aggiugere ai nostri ricordi, ma soprattutto alla nostra vita.

Crediti fotografici: Marco Borrelli per l'Orchestra Regionale Toscana
Nella miniatura in alto: il direttore Daniele Rustioni
Al centro: i saluti dei cantanti e musicisti a fine concerto
Sotto: una suggestiva panoramica di Marco Borrelli su Piazza Santissima Annunziata (Firenze)

Qui il servizio online

In foto si riconoscono i nostri studenti Leonardo Ascione,violoncello; Simone Brusoni e Leonardo Cioni, saxofono.

 

Read 377 times
 
     

DIDATTICA DIGITALE

AEC Logo transparent

banner_2_sito.jpg

 
   
         
   
   
Conservatorio di Musica
Luigi Cherubini

Piazza delle Belle Arti 2
50122 Firenze
Tel. +39 055 298 9311
Fax +39 055 239 6785
Posta certificata (PEC): protocollo.consfi@pec.it
Codice Fiscale 80025210487
© 2014
Iscriviti alla Newsletter


Ricevi HTML?

Joomla Extensions powered by Joobi

Area Riservata
Docenti
Referenti
Amministrativi
Coadiutori