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VETRINA di LIBRI: COMUNICATO STAMPA.

Fino al 21 maggio undici appuntamenti con presentazione di libri alla presenza degli autori, a cui seguiranno altrettanti concerti.
La vita musicale di Firenze al tempo del compositore Cherubini inaugura la nuova edizione di “Vetrina di libri”

Primo appuntamento venerdì 15 gennaio, alle ore 17 a Villa Favard, con la presentazione del libro di Roberto Becheri “Il giovane Cherubini”. A seguire il concerto “Opere giovanili di Luigi Cherubini e di alcuni suoi maestri”

locandina generale vetrina di libri MAXSi aprirà venerdì 15 gennaio a Villa Favard, con la presentazione del nuovo libro di Roberto Becheri “Il giovane Cherubini. Note sull’apprendistato di un compositore europeo”, la nuova edizione di “Vetrina di Libri”, ciclo di presentazioni con concerto, alla presenza degli autori, a cura del Conservatorio Luigi Cherubini, e diretta da Anna Menichetti. L’iniziativa si svolgerà fino al 21 maggio, con undici appuntamenti (via di Rocca Tedalda n. 451, Firenze).
Il testo nasce da un progetto di ricerca finanziato nel 2013 dal professore Svend Bach dell’Università di Aarhus in Danimarca. Nel libro, Roberto Becheri indaga uno degli aspetti meno approfonditi e meno noti sotto il profilo musicologico della vita di Cherubini, ovvero gli anni di apprendistato dell’autore a Firenze. Grazie al ricco patrimonio della biblioteca del Conservatorio, infatti, è stato possibile far luce su una parte interessante della vita di Firenze al tempo, con un’attenta disamina dei musicisti e dei primi maestri di Cherubini. Inoltre, il volume riporta materiale musicale originale, con i manoscritti delle composizioni di Alessandro e Bartolomeo Felici e del giovane Cherubini.
A seguire, si terrà il concerto su musiche tratte da opere giovanili di Luigi Cherubini, Alessandro Felici e Giuseppe Sarti, che saranno eseguite dalla pianista Rebecca Ceccatelli, dal pianista Daniele Galli e dal soprano Valeria Matrosova (inizio ore 17.00, ingresso libero, per informazioni www.conservatorio.firenze.it),
Si proseguirà sabato 16 gennaio con Enzo Beacco che presenterà “Storia di orchestre”, edito da Il Saggiatore, con le biografie di sessanta orchestre internazionali la cui vita musicale è studiata come interconnessione con le diverse differenze territoriali e culturali.
Il 30 gennaio, invece, Gigliola Fragnito interverrà su “Storia di Clelia Farnese. Amori, potere, violenza nella Roma della Controriforma” (Bologna, Il Mulino, 2013), a cui seguirà il concerto su musiche del Seicento italiano. Quarto appuntamento, il 13 febbraio, con Gregorio Nardi, pianista e studioso, che parlerà di “Con Liszt a Firenze. Il soggiorno di Franz Liszt e Marie d’Agoult negli anni 1838-1839. Volume 1”(Firenze, LoGisma ed., 2015), mentre il 5 marzo Giangiorgio Satragni ci racconterà di “Richard Strauss dietro la maschera. Gli ultimi anni” (Torino, Edt, 2015). L’autore analizzerà l’ultimo periodo della vita di Strauss, con riferimenti approfonditi sulla sua produzione e i legami con la vita culturale degli anni difficili della Seconda guerra mondiale.
Il 2 marzo sarà ospite di Vetrina di Libri Giovanni Sbolci, con “L’orchestra didattica. Metodi e proposte per far musica insieme” (Pisa, Ets, 2014), mentre il 2 aprile il baritono Alessandro Patalini parlerà de “La scuola del respiro. Antologia commentata delle testimonianze sulla respirazione nel Belcanto” (Varese, Zecchini, 2015). Seguirà la dimostrazione di tecniche sceniche a cura della classe di teoria e tecnica dell'interpretazione scenica del professore Francesco Torrigiani.
Si proseguirà il 16 aprile con Renzo Cresti che presenterà “Ragioni e sentimenti nelle musiche europee dal Novecento a oggi” (Lucca, Lim, 2015), un’enciclopedia che offrirà la conoscenza di 742 compositori, di cui 321 italiani, in un elenco approfondito della musica di oggi. Il 30 aprile Corrado Rojac, invece, parlerà di “Giuseppe Graggiati, Dal Metodo per l’armonica a mantice”, libro completo di cd. Seguirà il concerto con musiche a cura della classe di fisarmonica del professore Ivano Battiston.
Il 7 maggio Silvia Biferale, terapista della riabilitazione, interverrà su “La terapia del respiro. Dall’esperienza sensoriale all’espressione musicale” (Roma, Astrolabio, 2014), un testo che affronta gli aspetti più misteriosi e affascinanti della cultura “verbale e comunicativa”, rivolto a terapeuti, cantanti, musicisti, docenti e professionisti della voce.
Chiusura, il 21 maggio, con lo studioso Roger Freitas che parlerà di “Vita di un castrato. Atto Melani tra politica, mecenatismo e musica” (Pisa, Edizioni Ets, 2015), una ricerca su una delle figure di musicista più affascinanti del XVII secolo. Atto Melani, nato a Pistoia nel 1626, castrato da giovinetto per le qualità straordinarie della sua voce e presto assurto a grande fama e prestigio in campo artistico e sociale, sarà svelato attraverso le numerose e illuminanti lettere raccolte da Freitas, che rivelano aspetti interessanti e suggestivi sul personaggio e sulle caratteristiche della società di cui faceva parte.

 


Calendario Vetrina di Libri 2016

a cura di Anna Menichetti

Tutti i concerti si svolgeranno alle ore 17.00 a Villa Farvard (via di Rocca Tedalda n. 451)

Roberto Becheri presenta

Il giovane Cherubini. Note sull’apprendistato di un compositore europeo”.

A cura del Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze e Fondazione Internazionale L.Cherubini” di Aarhus, 2015

A seguire concerto con opere giovanili di Cherubini e di alcuni suoi maestri, a cura delle classi di pianoforte di Gianna Giorgetti e Giovanna Prestia e della classe di Canto di Anna Di Gennaro

Il testo nasce da un progetto di ricerca finanziato nel 2013 dal Prof. Svend Bach dell’Università di Aarhus in Danimarca e proposto al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Nel libro, Roberto Becheri indaga uno degli aspetti meno approfonditi e meno noti, sotto il profilo musicologico, della vita di Cherubini, ovvero gli anni di apprendistato dell’autore a Firenze. È stata fatta luce così, grazie al ricco patrimonio della Biblioteca del Conservatorio, a una parte interessante della vita della città e della presenza e partecipazione del Conservatorio alla vita musicale locale con un’attenta disamina dei musicisti del tempo e dei primi maestri di Cherubini. In particolare il volume riporta materiale musicale originale, con composizioni di Alessandro e Bartolomeo Felici e del giovane Cherubini. I manoscritti sono presentati e riportati nel volume con attenti e accurati criteri di trascrizione.

Roberto Becheri si è formato al Conservatorio di Firenze diplomandosi in composizione, musica corale e direzione di coro, strumentazione per banda. Ha studiato all’Università di Firenze seguendo i corsi del professore Mario Fabbri, proseguendo poi all’Università di Bologna laureandosi in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo. Oltre alle attività compositive e didattiche, svolge ricerca musicologica e ha al suo attivo numerose pubblicazioni specialistiche, revisioni e trascrizioni di autori dal Cinquecento al Settecento, nonché studi organologici e storia della musica locale (Firenze, Prato, Pistoia). È docente di Composizione presso il Conservatorio di musica Luigi Cherubini di Firenze.

CALENDARIO

Enzo Beacco presenta

Offerta musicale.  La musica dalle origini ai nostri giorni. 144 opere” (Milano, Il Saggiatore, 2013)

e “Storia di orchestre. Sessantamutazioni di un organismo musicale dalla nascita alla maturità” (Milano, Il Saggiatore, 2015)

A seguire concerto con musiche a cura dell'Orchestra da Camera degli studenti del Conservatorio Cherubini

Enzo Beacco ha pubblicato nel dicembre del 2013, per Il Saggiatore, una nuova storia della musica, che ha caratteristiche e finalità particolari e originali, dal titolo molto indicativo: Offerta musicale. Il modello assunto dall’autore riguarda uno scorrere delle opere più importanti degli autori attraverso date ed eventi storici e internazionali che si intrecciano e offrono una visione continua e articolata dello sviluppo delle forme, dei generi e degli stili di ogni epoca. Ogni autore è un momento determinante della storia sociale e culturale del tempo e la lettura si dipana con sveltezza e fascino introducendo il lettore e lo studioso a un modello diverso di approccio, arricchito di riflessioni extra-musicali, decisamente utile e alternativo. Lo stesso modello di ricerca socio-culturale si rintraccia nel suo ultimo libro pubblicato a novembre 2015: Storia di orchestre. Sessanta mutazioni di un organismo musicale dalla nascita alla maturità, cioè biografie di sessanta orchestre internazionali la cui vita musicale è disposta in ordine cronologico e la cui prassi è vista come interconnessione con le diverse differenze territoriali e culturali. Un testo molto utile e fondamentale nel panorama della storia dell’orchestra, che mancava nella produzione letteraria e scientifica sull’argomento.

Enzo Beacco è nato in Friuli e da tempo risiede a Milano dopo aver vissuto a lungo nelle parti opposte di questo mondo. Scrive e parla di musica da oltre quarant’anni. Ha collaborato con numerose testate giornalistiche quali Il giorno, La Repubblica, Il Corriere della sera, Il sole 24 ore, L’indipendente; a programmi radiofonici e televisivi; con teatri e diversi organismi musicali quali la Scala di Milano, la Fenice di Venezia, il Comunale di Bologna, la Società del Quartetto, l’Orchestra Verdi, I Pomeriggi musicali. Per la casa editrice Il Saggiatore ha pubblicato Offerta musicale (2013) e Storia delle orchestre (2015).

CALENDARIO

Gigliola Fragnito presenta

Storia di Clelia Farnese. Amori, potere, violenza nella Roma della Controriforma” (Bologna,Il Mulino, 2013)

A seguire concerto con musiche del Seicento italiano, a cura della classe di Canto Barocco della Prof.ssa Patrizia Vaccari

Bellissima storia, colma di sentimento e ricca di accurati riferimenti storici su Clelia Farnese (1557-1613), figlia naturale del “Gran Cardinale” Alessandro Farnese e moglie in prime nozze di Giovan Giorgio Cesarini gonfaloniere del Popolo romano. Rinchiusa nella Rocca di Ronciglione e costretta a sposare in seconde nozze il marchese di Sassuolo, Clelia subisce ogni tipo di persecuzione morale e psicologica, per scopi utilitari, dagli uomini che la circondano. Ribelle ma prostrata dagli eventi e dalla protervia di una società implacabile, Clelia è interprete e testimone di un’epoca aspra eppure fervida di movimento intellettuale e artistico. Sullo sfondo Gigliola Fragnito, che narra la storia commovente della protagonista con distinta passione, narra la Roma della Controriforma: gli intrighi e le angherie, i poteri e le strategie della corte papale e aristocratica del tempo. Il testo è fascinosissimo per ricca e meditata documentazione e per il taglio letterario elegante, scorrevole che l’autrice, esperta di Storia moderna, infonde a ogni pagina.

Gigliola Fragnito è stata professore ordinario di Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Parma. I suoi interessi scientifici sono rivolti prevalentemente alla storia culturale, religiosa e sociale dell'Italia della prima età moderna. Oltre a numerosi saggi apparsi in riviste italiane e straniere, ha pubblicato: Memoria individuale e costruzione biografica, Urbino, Argalia, 1979; In museo e in villa. Saggi sul Rinascimento perduto, Venezia, Arsenale, 1988; Gasparo Contarini. Un magistrato veneziano al servizio della cristianità, Firenze, Olschki, 1988; La Bibbia al rogo. La censura ecclesiastica e i volgarizzamenti della Scrittura (1471-1605), Bologna, Il Mulino, 1997; Proibito capire. La Chiesa e il volgare nella prima età moderna, Bologna, Il Mulino, 2005; Cinquecento italiano. Religione, cultura e potere dal Rinascimento alla Controriforma, Bologna, Il Mulino, 2011; Storia di Clelia Farnese. Amori, potere, violenza nella Roma della Controriforma, Bologna, Il Mulino, 2013. Ha curato Church, Censorship and Culture in Early Modern Italy, Cambridge, Cambridge University Press, 2001; insieme a Mario Miegge, Girolamo Savonarola da Ferrara all’Europa, Atti del convegno internazionale (Ferrara, 30 marzo-3 aprile 1998), Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2001; Olimpia Morata: cultura umanistica e Riforma protestante tra Ferrara e l’Europa, Atti del Convegno Internazionale, Ferrara, Palazzo Bonacossi, 18-20 novembre 2004, in «Schifanoia», 28/29, 2005 [2007], pp. 133-374; Elisabetta Farnese principessa di Parma e regina di Spagna, Atti del Convegno internazionale di studi, Parma, 2-4 ottobre 2008, Roma, Viella, 2009; insieme a Gianni Venturi, Censura e letteratura, Atti del Convegno internazionale XV Settimana di Alti Studi Rinascimentali (Ferrara, 22-23-24 novembre 2012), in «Schifanoia», 44/45, 2013 [2014].

CALENDARIO

Gregorio Nardi presenta

Con Liszt a Firenze. Il soggiorno di Franz Liszt e Marie d’Agoult negli anni 1838-1839. Volume I° (Firenze, LoGisma ed., 2015).

A seguire concerto con musiche a cura degli allievi delle classi di pianoforte

Il primo volume del saggio di Gregorio Nardi narra il soggiorno di Franz Liszt con l’amata Marie d’Agoult nella Firenze degli anni Trenta: 1838-1839. Il lavoro si basa sul reperimento e consultazione di interessantissimi e sconosciuti documenti rinvenuti da Nardi attraverso una ricerca puntuale e dettagliata riguardante gli innumerevoli contatti dei due protagonisti nei luoghi e nei salotti della Firenze del tempo. Appaiono così al lettore ritratti di amici, musicisti, conoscenti ma anche circoli, musei, caffè frequentati da Liszt, fino a ora non indagati. Di suo, poi, Gregorio Nardi vi infonde la propria conoscenza ed esperienza di uomo cólto fiorentino, inserendo aneddoti, riflessioni e spunti di analisi affascinanti e inconsuete. Il libro offre uno spaccato elegante e suggestivo di un momento importante della cultura della città e del Paese tutto.

Gregorio Nardi è nato nel 1964 da una famiglia di artisti e di scrittori. Fino al 1987 ha studiato con i nonni Rio Nardi e Gregoria Gobbi, ed è stato l'ultimo allievo di Wilhelm Kempff. Successivamente ha seguito a Parigi i corsi di Thérèse Diette. Premiato ai concorsi internazionali Arthur Rubinstein (Tel Aviv 1983) e Franz Liszt (Utrecht 1986), ha tenuto concerti in quattro continenti. Appassionato della pratica di strumenti originali, è stato più volte invitato in Francia e in Italia da Philippe Herreweghe. Ha collaborato con grandi strumentisti (Ilya Grubert, Günter Pichler, Egidius Streiff, Renato Zanettovich, Roberto Fabbriciani), musicologi e cantanti (Suzanne Danco, Marianne Pousseur, Elena Zaremba, Mark Padmore).La sua prima registrazione lisztiana – Réminiscences des Puritains – è stata scelta da J. Methuen-Campbell (Gramophone, 1990) tra le migliori dell’anno. Da allora ha inciso altri dischi lisztiani, tre dedicati a inediti di Schumann – riscoperti da Nardi in archivi europei e americani – e, in prima assoluta, composizioni inedite di Brahms, Ferdinand Hummel, Schönberg, e di autori italiani del Novecento. Dal 2012 registra per Limenmusic una serie di CD/DVD: i grandi capolavori di Haydn, Beethoven, Schubert, Chopin, Liszt, Brahms, accanto a rarità di Della Ciaja, Rutini, Cherubini, Moscheles, Weber, Schuncke, Casamorata, e gli inediti di Schumann. Dal 1992 ha scritto sulla storia dell'interpretazione per le riviste discografiche CD Classica e Musica, occupandosi anche di musicisti di tradizione ebraica (The Orel Foundation). Ha tenuto Master Classes e letture universitarie in Italia, in Israele, a Parigi (Ecole Normale Supérieure de Musique, Université Paris8, Conservatoire CNSM de Paris, Ecole Normale), Monaco (Lenbachhaus), Winterthur (Kunstmuseum), Düsseldorf, Basilea, alle Università di Milano e di Pavia, alla Syracuse University a Firenze, alla Scuola Normale Superiore Pisa..Ha eseguito in prima esecuzione mondiale: il Concerto di Adolfo Mejia, la prima versione della Concord Sonata di Charles Ives, i 17 Fragmente di Schönberg, gli Intermezzi dall'Ulisse di Dallapiccola trascritti da Donatoni, brani inediti di Brahms, Hans Rott, Busoni e Savinio, e altri espressamente composti per lui da Klaus Huber, Henri Pousseur, Luciano Berio, Roman Vlad. Nel febbraio 2015 l’editore LoGisma ha pubblicato il primo volume di Con Liszt a Firenze, dove Nardi ha raccolto le sue ricerche sulla presenza a Firenze di Liszt e dei lisztiani. Vive e lavora a Firenze nello studio, che fu del nonno materno, lo scrittore Piero Bargellini, ora divenuto Casa della Memoria, e che nell'Ottocento era abitazione del compositore Luigi Ferdinando Casamorata.

CALENDARIO

Giangiorgio Satragni presenta

 “Richard Strauss dietro la maschera. Gli ultimi anni” (Torino, Edt, 2015)

A seguire concerto con “Musiche vocali da camera del Novecento”

Il testo analizza l’ultimo periodo della vita di Richard Strauss con riferimenti approfonditi sulla sua produzione e i legami che la storia del periodo e la vita culturale, degli anni difficili della Seconda guerra mondiale, ebbero sull’autore. L’analisi condotta da Satragni riguarda in particolare la funzione del mito nelle opere tarde di Strauss, dalla Elena egizia (1928) alla Daphne (1938) e all’Amore di Danae (1944): è così messa a fuoco la chiave di lettura del lascito artistico e intellettuale dell’ultimo Strauss, svelando le numerose allusioni nascoste nell’ultimo capolavoro, Capriccio (1942), e gettando al tempo stesso un fascio di luce retrospettivo sull’intero percorso creativo del compositore.

Satragni ha condotto una ricerca attenta e approfondita presso l’archivio di Villa Strauss a Garmisch – ultima residenza del compositore – su documenti originali e inediti, e presso l’archivio dei Wiener Philharmoniker a Vienna Inoltre viene affrontata con lucidità la spinosa questione del rapporto di Strauss con il nazismo: uno dei temi più complessi a lungo dibattuti sulla personalità del grande Maestro. Spicca, nel taglio narrativo condotto dall’autore, una visione analitica lucida e di estrema competenza ma anche un “pensiero” di riflessione accurata sull’opera e l’epoca straussiana, non senza momenti di suggestiva emozione e affetto per il tema trattato.

Giangiorgio Satragni (Torino, 1970) è critico musicale del quotidiano «La Stampa», corrispondente del mensile «Amadeus», condirettore de «Gli spazi della musica», rivista online di musicologia e comparatistica dell’Università di Torino. Ha insegnato Storia della musica al Conservatorio di Firenze e al Politecnico di Torino. Studioso della musica austro-tedesca dell’Ottocento e del Novecento, ha allestito al Richard-Strauss-Institut di Garmisch-Partenkirchen la mostra Richard Strauss und Italien (2003). È autore della monografia La modernità in musica.

Dodici variazioni sul tema (2014), curatore della silloge Fulvio Vernizzi. Testimonianze sulla vita e sulla musica (2009), traduttore di documenti d’epoca nel volume I Mozart in Italia (2006) e di alcuni saggi nella raccolta Gustav Mahler. Il mio tempo verrà (2010).

CALENDARIO

Giovanni Sbolci presenta

L'orchestra didattica. Metodi e proposte per far musica insieme” (Pisa, Ets, 2014)

A seguire concerto con musiche a cura delle classi di musica da camera

 L’attività d’orchestra nei contesti di formazione è il risultato di una serie di contributi, il cui raggio d’azione si estende dagli aspetti organizzativi al reperimento del materiale, dalla gestione dei tempi e dei luoghi di lavoro all’azione didattica vera e propria. In un certo senso, l’armonizzazione di tali aspetti è essa stessa “musica d’insieme”. In mancanza di una visione globale di questo fenomeno didattico, i diversi contributi, pur compiuti con la massima serietà e competenza, rischiano di non integrarsi in un percorso condiviso, che  esplichi a pieno tutto il suo potenziale formativo. Per la prima volta nel panorama editoriale italiano viene compiuta un’analisi sistematica di tutti gli aspetti che concorrono a concretizzare l’attività di un’orchestra didattica. L’autore, dopo aver esaminato le implicazioni pedagogiche di questo importante e attualissimo fenomeno, si sofferma in  dettaglio sulla trattazione dei principali aspetti organizzativi, delle metodologie didattiche applicabili alle “lezioni d’orchestra”, dei criteri di  scelta del repertorio. Gli ultimi due capitoli affrontano in maniera esaustiva le tecniche di arrangiamento e trascrizione e la scrittura strumentale rivolta ai giovani allievi, con numerosi esempi e tabelle di pratica consultazione. Il volume si rivolge a insegnanti e operatori delle Scuole Medie a Indirizzo Musicale (SMIM), dei Licei musicali, delle Scuole di musica, risultando di grande interesse e praticità anche per i compositori e gli arrangiatori  interessati al crescente mondo della composizione per la didattica e della musica d’insieme.

Giovanni Sbolci ha conseguito il Diploma Accademico di II Livello in corno, il Diploma per l’Insegnamento dello Strumento Musicale nella Scuola Media e il  Master di I Livello in Gestione e Organizzazione dello Spettacolo dal Vivo,  tutti con il massimo dei voti e la lode. Da oltre dieci anni opera nel mondo  delle orchestre giovanili e didattiche nelle vesti di direttore,  arrangiatore, compositore e organizzatore, svolgendo la sua attività in numerosi  contesti formativi della Toscana, tra cui l’Accademia della Chitarra di  Pontedera (PI), il Laboratorio Artistico Musicale di Bibbona (LI) e l’Istituto Superiore di Studi Musicali “P. Mascagni” di Livorno. Dal 2008 è docente di  corno presso la Scuola Media a Indirizzo Musicale “G.Mazzini” di Livorno.

CALENDARIO

Alessandro Patalini presenta

La scuola del respiro. Antologia commentata delle testimonianze sulla respirazione nel Belcanto” (Varese, Zecchini, 2015)

A seguire dimostrazione di tecniche sceniche a cura della classe di Teoria e tecnica dell'interpretazione scenica del prof. Francesco Torrigiani

La recente monografia di Alessandro Patalini, La scuola del respiro. Antologia commentata delle testimonianze sulla respirazione nel Belcanto, raccoglie fra le più importanti testimonianze sulla particolare respirazione utilizzata nella scuola di canto italiana fra il Settecento e i primi dell'Ottocento. L’approccio dell’autore affronta la tematica non solo da un punto di vista didattico ma anche performativo e fisiologico. L’inedita prospettiva di ricerca mette in luce tecniche e visioni specifiche della storia del Belcanto e soprattutto prende in considerazione, con dovizia di documenti, la problematica importantissima della “respirazione” sotto un profilo tecnico ed esecutivo.

Alessandro Patalini, baritono, dopo aver vinto il Concorso Internazionale Toti dal Monte, nel 1992, ha svolto una intensa carriera artistica lo ha portato con continuità in molti dei maggiori teatri italiani, fra cui il Comunale di Bologna, il Massimo di Palermo, il Comunale di Firenze, il Regio di Parma, Il Carlo Felice di Genova, il G. Verdi di Trieste, l'Opera di Roma, e in festival come il Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano, il Rossini Opera Festival, il Festival Mascagni di Livorno. Negli stessi anni si è laureato con lode in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Torino, con una tesi in Storia del Melodramma dedicata alla voce del baritono. Si è progressivamente interessato alla didattica del canto lirico e alla fisiologia della voce e della respirazione, frequentando il Corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica dell’Università di Bologna diretto dal Prof. F. Fussi, a conclusione del quale la sua tesi finale  ha ricevuto il Primo Premio Vocologia Artistica 2007 – area didattica. È stato invitato come docente da varie prestigiose istituzioni, come l’Accademia del Belcanto Rodolfo Celletti di Martina Franca, la Scuola dell’Opera Italiana di Bologna, l’Opera Studio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Corso di Alta Formazione in “Vocologia Artistica” dell’Università di Bologna, la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Masterclass della Fondazione Donizetti di Bergamo, il Conservatorio G. Verdi di Milano, il Conservatorio F. Cilea di Reggio Calabria.

CALENDARIO

Renzo Cresti presenta

Ragioni e sentimenti nelle musiche europee dal Novecento a oggi” (Lucca, Lim, 2015)

A seguire concerto con musiche del Novecento storico a cura delle classi di Musica da Camera

Si tratta di un volume di grandissima importanza, sotto il profilo didattico e artistico, della Storia della musica del Novecento e dei primi anni del 2000. Una fondamentale mappatura, assente fino a oggi, del panorama italiano e internazionale della musica e dei musicisti contemporanei. Una vera “enciclopedia” che offre la conoscenza di 742 compositori analizzati, di cui 321 italiani, oltre ad altrettanti autori esaminati in breve. Un elenco approfondito, dunque, della musica di oggi. Il titolo del volume mette in evidenza come non vi sia un’antinomia fra ragioni e sentimenti; come la facoltà di pensare non sia mai scissa da quella del sentire; come l’intelligenza appartenga anche all’emotività; e, non ultimo, come vi sia una saggezza della sfera affettiva. Questo testo presenta la più aggiornata e autorevole Storia della musica europea dall’inizio del Novecento a oggi, con le poetiche, le estetiche, gli stili, le tecniche e le forme che si sono succedute e intrecciate: dalla pan-tonalità alla dodecafonia, da una nuova concezione del tempo e dello spazio musicale al rapporto fra musica colta e popolare, dalle esperienze para-classiche alle ricerche sul rumore, dal teatro engagé all’opera politica, dallo Strutturalismo alla musica aleatoria, dalla musica materica a quella negativa, dal Minimalismo alla musica spettrale, dal Moderno al Postmoderno, dal ritorno della tonalità alle ultime generazioni di compositori. Inoltre, la musica elettronica, quella per film, la crescita del jazz europeo e italiano, il rock e il pop e i loro intrecci.

Renzo Cresti è docente di Storia della musica presso il Conservatorio di Lucca (dove è stato anche direttore e dove tiene un corso di Storia del jazz). Esperto della musica del Novecento ha curato l’imponente Enciclopedia italiana dei compositori contemporanei (3 volumi e 10 compact-disc, Napoli 2000) e le Autoanalisi dei Compositori Italiani Contemporanei (Napoli 1992); ha scritto Verso il 2000 (Pisa 1990), libro dove sono raccolte oltre 100 schede sui compositori italiani, L’arte innocente, con cdrom (Milano 2004), Firenze e la musica italiana del secondo Novecento (Premio Firenze 2005); inoltre, è stato direttore della Collana I linguaggi della musica contemporanea (Milano 1990-2000, per la quale sono stati pubblicati 14 volumi); dal 2009 al 2012 ha diretto il Progetto musica per l’editore Del Bucchia (sono usciti 7 volumi); infine ha scritto una lunga serie di monografie sui grandi compositori italiani (molti autori gli hanno dedicato loro composizioni e il suo archivio sulla musica contemporanea è fra i più importanti in Italia): libri su Donatoni, Clementi, Margola, Chailly, Castiglioni, Gaslini, Giani Luporini e altri; saggi su Nono, Berio, Bussotti e altri. Come didatta si ricorda l’ipertesto La vita della musica (VI ed., Panzano in Chianti 2008), inoltre Puccini e il Postmoderno con English Version e in traduzione giapponese. È stato direttore della rivista «Il Pasquino Musicale» e ha collaborato e collabora con molte riviste anche straniere (tiene un rubrica fissa sulla rivista «FaLaUt»); alcuni suoi testi sono stati tradotti in inglese, tedesco, francese, portoghese, spagnolo e giapponese. È stato consulente del teatro del Giglio di Lucca, ideando, fra l’altro, Anfiteatro jazz (1994 ancora in corso).Fa parte di giurie di numerosi concorsi di composizione e di esecuzione (per molti anni è stato presidente del concorso Barga Jazz al quale ha dedicato anche un libro). Attivo conferenziere, è direttore artistico di alcune manifestazioni e associazioni, fra cui Cluster di Lucca (lo è stato del progetto della Comunità europea Sonata di Mare). Il suo ultimo libro Richard Wagner, la poetica del puro umano, LIM, Lucca 2012, è uscito contemporaneamente anche in edizione inglese. Ha al suo attivo anche racconti letterari e saggi di critica d’arte (il romanzo La terra che canta è stato finalista al Premio Pisa 1998).

CALENDARIO

Corrado Rojac presenta cd e testo

“Giuseppe Graggiati, Dal Metodo per l’armonica a mantice”. Prima registrazione mondiale di Corrado Rojac. Limen Music, 2015; e libro: “1839: la fisarmonica di Giuseppe Greggiati” (editore Ars Spoletium, Spoleto 2012). 

A seguire concerto con musiche a cura della classe di fisarmonica del prof. Ivano Battiston

La tesi di laurea di Corrado Rojac sul Metodo per armonica a mantice di Giuseppe Greggiati apre alla fisarmonica una prospettiva storico-filologica sinora sconosciuta. Le musiche contenute nel metodo citato, precedute da un sunto della tesi stessa, sono pubblicate dalla Ars Spoletium nel volume 1839: la fisarmonica di Giuseppe Greggiati. Il libro è recensito con plauso da numerosi musicologi, tra i quali Quirino Principe. Ha registrato per varie emittenti radiofoniche e televisive, tra le quali l’austriaca ORF, la RAI, SKYclassica, Limen tv. Nel 2001 incide un proprio CD antologico per la Real Sound di Udine, ottenendo un vivissimo successo di pubblico e critica. Ha inciso anche per Rugginenti e Puncta. Il suo ultimo cd, Variazioni, uscito recentemente per Limen, è stato trasmesso più volte da RadioTre ed è stato recensito con elogio da numerosi esperti, tra cui Angelo Foletto.

Corrado Rojac, nato a Trieste, ha studiato fisarmonica nella sua città natale con Eliana Zajec, perfezionandosi poi con Mogens Ellegaard, Friedrich Lips, Joseph Macerollo, Hugo Noth e Vladimir Zubickij. Primo Italiano a diplomarsi in fisarmonica presso un Conservatorio di Stato, è anche uno dei primi docenti di tale strumento presso Istituzioni Statali, dapprima ai Conservatori Pergolesi di Fermo e Campiani di Mantova, attualmente al Tartini di Trieste. Ha suonato per le istituzioni musicali italiane più prestigiose, tra le quali il Teatro Regio di Torino, l’Arena di Verona, gli Amici della musica di Padova, La Fenice di Venezia, la Società dei concerti di Trieste, l’Accademia filarmonica di Bologna, l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma. Numerose anche le sue affermazioni all’estero (Aspekte Salisburgo, Biennale di Zagabria, The new music week Bucarest, Seconda rassegna di musica contemporanea italiana al Conservatorio di Pechino). Ha contribuito notevolmente allo sviluppo della letteratura contemporanea per fisarmonica, collaborando con numerosi compositori, e presentando in prima esecuzione vari brani, spesso anche propri. Corrado Rojac si è diplomato in Composizione presso il Conservatorio Verdi di Milano sotto la guida di Alessandro Solbiati. Svolge anche attività compositiva; suoi brani sono stati eseguiti in importanti festivals internazionali, tra i quali Nuova Consonanza (Roma) e World Music Days (Lubiana). Pubblica per Bérben (Ancona), Sconfinarte (Milano) e EDSS (Lubiana).Ha avvicinato la fisarmonica anche al mondo della musica elettronica: brani quali Drammatico III e Rifr-azioni sono stati composti in collaborazione con lo studio Agon di Milano e il Centro di sonologia computazionale di Padova. In tale ottica va vista anche la collaborazione con il compositore Giuseppe Giuliano per l’incisione del brano Rhapsody 21, per fisarmonica e live electronics. Nel 2003 è fisarmonicista in residence per il Laboratorio di Musica Contemporanea del M° Azio Corghi presso l’Accademia Chigiana di Siena.Nel 2010 e 2011 è invitato negli Stati Uniti, alla Harvard University di Boston, dove tiene una conferenza-concerto sulla musica contemporanea per fisarmonica, e un concerto con musiche in prima esecuzione di studenti e docenti dello stesso ateneo.E’ fisarmonicista solista del Divertimento Ensemble di Milano; collabora anche con l’ensemble Risognanze di Milano e l’ensemble FontanaMix di Bologna, nonché con affermati musicisti quali il violoncellista Relja Lukić, il sassofonista Massimo Mazzoni ed il chitarrista Frédéric Zigante. Con il violoncellista Relja Lukić (che per l’occasione ha suonato il famoso “Cristiani” di Antonio Stradivari) si è esibito recentemente per la Fondazione Stradivari di Cremona.Nel 1992, al Mittelfest di Cividale, ha  suonato in duo con Bruno Canino.Nel 2009 si è esibito al Teatro Giuseppe Verdi di Trieste, nella parte del Fisarmonicista, in occasione della prima esecuzione dell’opera Il carro e i canti di Alessandro Solbiati.E’ diplomato anche in pianoforte e violoncello, nonché laureato in Storia della musica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste.    

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Silvia Biferale presenta

La terapia del respiro. Dall’esperianza sensoriale all’espressione musicale” (Roma, Astrolabio, 2014)

A seguire dimostrazioni tecniche di allievi della classe di canto da camera del prof. Leonardo de Lisi

Il testo, la cui valenza multiforme, riguarda gli aspetti più misteriosi e affascinanti della cultura “verbale e comunicativa”, è rivolto a terapeuti, cantanti, musicisti, docenti e professionisti della voce, così come a chiunque sia interessato alla valenza profonda, tecnica e spirituale dello strumento “voce”. Il lavoro di ricerca è condotto sul corpo – postura e movimento – sul respiro, sull’ascolto, con attenzione e pratica degli aspetti fisiologici ed emozionali. Vengono indagate tutte le possibilità creative ed espressive del tema con particolare riguardo al concetto di silenzio: espressione fra le più toccanti e fondamentali nella ricerca terapeutica.

Silvia Biferale, terapista della riabilitazione, si è specializzata come terapeuta e pedagoga del respiro secondo la teoria di Ilse Middendorf e come terapeuta della voce (Atem-Tonus-Ton, Respiro-Tono-Suono) in Germania; è responsabile per l’Italia della formazione europea di tale metodo e Istituzione. Ha curato il volume Il bambino e la musica e l’edizione italia di Isle Middendorf L’esperienza del respiro. È didatta dell’ Audiation Institute per la ricerca e la formazione sull’Apprendimento musicale secondo la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon. Lavora con cantanti, musicisti e attori sulla relazione tra respiro e suono, sugli elementi corporei costitutivi del suono della voce e dello strumento e da tempo è impegnata nella ricerca sul valore del respiro come elemento costitutivo del sé corporeo e sulla corporeità della voce intesa come suono e risonanza a partire dalle esperienze primarie e sul loro contenuto affettivo e relazionale. È stata fra gli organizzatori del convegno “Le forme del silenzio. Trame infinite tra ascolto e apprendimento musicale”, svoltosi presso la Biblioteca Sormani di Milano il 4 ottobre 2014, nel quale ha presentato una relazione intitolata Il corpo nel silenzio.

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Roger Freitas presenta

“Vita di un castrato. Atto Melani tra politica, mecenatismo e musica” (Pisa, Edizioni Ets, 2015)

A seguire concerto con musiche a cura della classe di Canto da Camera del prof. Leonardo De Lisi

Roger Freitas presenta una documentatissima ricerca su una delle figure di musicista più affascinanti del XVII secolo: Atto Melani, nato a Pistoia nel 1626, castrato da giovinetto per le qualità straordinarie della sua voce e presto assurto a grande fama e prestigio in campo artistico e sociale. Freitas conduce lo studio con attente rilevazioni e riflessioni biografiche e sociali, riguardanti il mondo artistico e politico del tempo; presenta interventi musicali quali esempi di professionismo e attività dell’autore; e raccoglie le numerose e illuminanti lettere che svelano aspetti interessanti e suggestivi sul personaggio e sulle caratteristiche della società di cui faceva parte. Si svela, quindi, un aspetto estremamente affascinante e realistico di quanto la musica fosse, al tempo, parte integrante di meccanismi sociali, politici e diplomatici determinanti non solo sotto il profilo culturale e artistico ma anche informativo e strategico dell’utilizzo dell’Arte in funzione del potere. La prefazione del libro è curata da Sara Mamone, esperta del periodo teatrale e culturale specifici.

Freitas è professore di Musicologia presso l’Università di Rochester. Ha scritto importanti contributi per il “Journal of Musicology”, “Music and Letters”, e “Opera News”. Questo è il suo primo libro specifico sull’argomento, da lui indagato approfonditamente, tradotto per la prima volta in italiano.

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