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FLORENCE TO NEW YORK/PROJECT (commission of a work for fixed media and instrumental ensemble)

MULTIMEDIA CONCERT

NEW YORK UNIVERSITY NEW MUSIC ENSEMBLE

Diretto da Esther Lamneck

Loewe Theater, New York

1 maggio 2016

prima esecuzione assoluta di opere musicali elettroacustiche di giovani compositori del

Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali - Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze

 

Progetto/Laboratorio artistico per la produzione di composizioni musicali elettroacustiche e ensemble strumentale dedicate al New York University New Music Ensemble (NYUNME)

 

progetto a cura di Alfonso Belfiore

A seguito della collaborazione sviluppatasi in questi anni con la New York University, anche per questo anno accademico il Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali ha ricevuto l’invito a sviluppare una nuova produzione di opere musicali elettroacustiche composte da studenti e da ex studenti laureati del corso, dedicate al New York University New Music Ensemble, ensemble strumentale della New York University, diretto da Esther Lamneck, per la prima esecuzione a New York al Frederick Loewe Theater nel concerto del 1 maggio 2016.

Florence to New York/project, ideato e diretto da Alfonso Belfiore con la collaborazione di Esther Lamneck, è un progetto multimediale che propone un ponte con la città di New York e la sua gigantesca dimensione artistica, un ponte privilegiato per esportare opere della musica tecnologica, interattiva e dell’arte visiva di giovani compositori che operano nell’ambito di Segni Digitali/laboratorio per la produzione multimediale e del Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali/Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio Cherubini di Firenze. Il Conservatorio di Firenze, guidato con grande sensibilità e attenzione anche riguardo alla musica contemporanea e alla ricerca tecnologica, dal Presidente Giampiero Basile e dal Direttore Paolo Zampini, con questo progetto e con la collaborazione in atto con la New York University, offre di fatto ai giovani compositori studenti ed ex-studenti della Scuola di Musica Elettronica, un’importante opportunità di crescita professionale e artistica affacciandosi ad una realtà internazionale di straordinaria importanza per la musica e l’arte contemporanea quale è New York.

Queste le 10 opere elettroacustiche/multimediali selezionate per la prima esecuzione assoluta nel multimedia concert dell’1 maggio 2016 al Frederick Loewe Theater di New York:

HeintuS (04:10) Vanessa Trippi
Machine Somnium (06:35) Gregorio Panerai/Sergio Carobelli
The Origin of Species (09:30) Lorenzo Ballerini
Il giardino dei satiri (05:34) Luca Tavanti
Unite (08:45) Massimo D’amato
Vanishing Rooms (07:01) Matteo Tundo
A Place by the Sand (04:50) Riccardo Culeddu/Davide Sardo
Eclectric Environments (04:54) Elia Taddei
EG_O (08:15) Francesco Perissi    

Le opere selezionate sono state al centro del lavoro di ricerca esecutiva ed interpretativa per il semestre di studi presso la New York University - The Steinhardt School, Department of Music & Performing Arts Professions,  durante il quale il NYUNME, con la guida di Esther Lamneck, ha portato a maturazione il programma del concerto.

Gli autori coinvolti nello studio preparatorio e nelle prove finali dei brani saranno presenti alla prima esecuzione a New York.

Il NYU New Music Ensemble, diretto da Esther Lamneck, è riconosciuto per la promozione e la performance di musica contemporanea, con i generi di musica elettronica, che includono fixed media ed elaborazione di opere informatiche interattive e multimediali. Gli attori del complesso sono musicisti che suonano strumenti tradizionali, etnici ed elettronici. L'ensemble ha presentato nuove opere in tutti gli Stati Uniti e nei maggiori festival in Ungheria, Francia, Jugoslavia, e l'Italia. Oltre alla serie consueta di concerti al Loewe Theatre New York University, il New Music Ensemble si è esibito anche al festival americano di musica microtonale, al Centro per le donne in Musica alla New York University, Merkin Concert Hall, Weill Hall, e nelle principali università di tutti gli Stati Uniti.

Elogiati per la loro stretta collaborazione con i compositori, l'ensemble ha avuto numerose dediche e opere su commissione. Tra i compositori recenti in residence: Alfonso Belfiore, del Dipartimento di Musica Elettronica del Conservatorio Cherubini di Firenze, Paul Wilson da Sarc a Belfast, Theodore Lotis da Ionia Università in Grecia, e Mara Helmuth del Dipartimento di Musica Elettronica presso il CCM. Performance recenti hanno incluso opere di Jason Bolte, Ricardo Climent, Kyong Mee Choi, David Durant, Lawrence Fritts, Lars Graugaard, Dinu Ghezzo, Elizabeth Hoffman, Cort Lippe, Eric Lyon, Michael Matthews, Ron Mazurek, René Mogensen, Robert Rowe, Asha Srinivasan, e molti altri. Collaborazioni recenti includono il lavoro con la School of Visual Arts di New York. Il repertorio del NME è ricco di opere emozionanti che spesso dispongono di ballerini, video e nuove tecnologie.

NYU New Music Ensemble 1

New York University – spettacolo multimediale del NYU New Music Ensemble al Loewe Theater

 

NYU New Music Ensemble 2

New York University – Multimedia Concert del NYU New Music Ensemble del 13 maggio 2013 al Loewe Theater
con gli studenti del Conservatorio Cherubini di Firenze autori delle opere elettroacustiche e multimediali eseguite in prima assoluta

Florence to New York/project

presentazione delle 10 opere in prima esecuzione assoluta al multimedia concert dell’1 maggio 2016 al Frederick Loewe Theater di New York

HeintuS  - Vanessa Trippi

Il contagio di un “virus”, lo sviluppo di una “malattia” nella macchina che tenta in tutti i modi di resistere ed evitare l’inevitabile: lo spegnimento. Ma in questo contagio non è protagonista solo la macchina, che per prima tenterà di sopravvivere, ma anche l’uomo, che con i suoi interventi tenterà di salvarla in questo viaggio cupo e difficile. Una riflessione sulla vita, sul suo significato, sul suo uso e sulla sua fine, sia essa umana o no.

                                                    

Machine Somnium - Gregorio Panerai/Sergio Carobelli

Questo brano nasce come risultato di uno studio sulle proprietà degli automi cellulari monodimensionali. Gli automi cellulari sono sistemi discreti che vengono utilizzati come modelli per lo studio dell'evoluzione di sistemi complessi, della teoria della computazione e in vari settori della matematica, della fisica e della biologia.  L'idea di base fu sviluppata negli anni cinquanta da Stanislaw Ulam e John von Neumann, e ne troviamo l'esempio più classico nel gioco bidimensionale “Game of Life” di John conway. La tipologia di automi che ho preso in considerazione per lo sviluppo del mio lavoro è quella degli automi monodimensionali, studiati largamente da  Stephen Wolfram, in cui varie cellule formano una stringa. In questo caso gli automi non sono altro che una cellula con due possibili stati, viva o morta. L’evoluzione del sistema dipende dagli stati precedenti delle cellula, da quelli delle due cellule vicine, e dalla regola evolutiva che si sceglie, tra le 256 possibili. L’aspetto più significativo, è l’emergere di quattro tipologie di comportamento in cui si possono suddividere le regole. Questi quattro aspetti che il sistema può assumere sono: omogeneità, stabilità, caoticità e complessità. Lo sviluppo di ognugno di questi stati ha guidato la realizzazione del brano, controllandone lo sviluppo tematico, la processualità, la dinamica e la natura della materia sonora, creando un mondo artificiale e onirico.

The Origin of Species - Lorenzo Ballerini         

La composizione è frutto della lettura del libro scritto da Charles Darwin, L’origine delle specie. La pubblicazione, nel 1859, è la sintesi e il risultato delle sue imponenti ricerche sulla flora e la fauna di differenti latitudini che procurò a Darwin la gloria e il biasimo a un tempo. Con quest’opera rigorosa e straordinaria, Darwin scardinava la tradizione biblica della creazione del mondo, introducendo il concetto di una lenta evoluzione delle specie animali e vegetali che nel corso del tempo si sono profondamente diversificate dai loro antenati. "Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento”. La composizione è strutturata su tre diversi tipi di scenari che si susseguono attraverso morphing e cambi di ambientazione offrendo un tappeto sonoro all’ensemble che dovrà evolversi insieme ad essa. Quest’ultimo dovrà instaurare un rapporto con l’ambiente tale da poter “sopravvivere”, mutando le proprie caratteristiche. Sarà molto interessante capire il tempo di reazione e il modo con il quale i performer arriveranno ai cambiamenti necessari all’evoluzione. Il processo avverrà in modo estemporaneo, in seguito agli eventi sonori. Le probabilità saranno molteplici e la strada intrapresa non sarà mai la stessa di performance in performance. La casualità, come nell’evoluzione, è una variabile sempre presente, d’altronde siamo noi stessi frutto della casualità. I pensieri e le osservazioni che Darwin sintetizzò un secolo e mezzo fa nel suo libro sono oggi più che mai attuali. L’uomo ha osato troppo, scherzando con la natura e facendo crescere esponenzialmente il livello di inquinamento globale. Questo si ripercuote sull’innalzamento della temperatura terrestre e sull’estinzione in massa di animali e vegetali, oltre che sul nostro corpo. Questa composizione oltre ad essere un omaggio al più grande naturalista di tutti i tempi vuole far riflettere l’ascoltatore su temi quanto mai importanti per la sopravvivenza del nostro intero ecosistema.

                                  

Il giardino dei satiri - Luca Tavanti  

"Il giardino dei satiri" è un'opera nata e concepita durante l'esplorazione del concetto di caos. Suddivisa in 3 sezioni distinte, la composizione si sviluppa e si focalizza attorno ai concetti chiave di movimento e di trasformazione, concetti che vengono sviluppati attraverso una serie di trasformazioni del materiale sonoro. Il brano è stato sviluppato con l'uso di un numero minimo di campioni concreti (un martello pneumatico, un piccone e una torcia a gas) ed è uno dei punti cardine su cui si è basata la ricerca dell'autore di un proprio modello di caos, legato principalmente  al concetto di entropia. Questi 3 elementi, i cui caratteri distintivi sono riconoscibili in numerose occasioni, subiscono numerose e rapide trasformazioni durante il corso dell'opera, legate in parte al modello dell'atomo ma anche alla natura stessa del materiale di partenza ossia l'uomo e il suo "giardino", ossia la città; è qui che nasce l'idea della danza e dei satiri, che altro non sono che gli uomini stessi.                                                    

Unite - Massimo D’amato 

Unite rappresenta l'unione del suono, grafica e performance nello stesso luogo. Gli spazi espressi dalla musica elettroacustica si legano alle immagini dando vita ad un dialogo narrativo audiovisivo. La rappresentazione dell'arte musicale espressa attraverso le immagini organizzate in composizioni geometriche, si libera bruscamente dai vincoli per disporsi in nuove libere conformazioni. La musica genera le immagini che a loro volta organizzano i suoni con nuove disposizioni creando un binomio sorprendente. Unite esprime la diversità organizzativa delle varie sezioni all'interno dalla composizione esaltando il pensiero esecutivo nella generazione del suono rappresentato attraverso la grafica digitale.              

Vanishing Rooms - Matteo Tundo

La composizione parte dall’idea di racchiudere delle diverse entità sonore in vari contenitori (Rooms) che lentamente si dischiudono lungo la durata del brano. Aperta una stanza, le entità sonore racchiuse si disperdono in un ideale ambiente acustico e si passa alla descrizione di un’altra stanza chiusa. Lentamente tutte le stanze vengono aperte e le varie entità sonore si mischiano. Le varie stanze presentano differenze sostanziali: frequenza, lunghezza delle note, ritmo, ma una volta aperte tutte le stanze queste diversità scompaiono. L’obbiettivo del brano è quello di concentrarsi esclusivamente sul suono in quanto tale abbattendo le mura delle varie stanze.

                                                                     

A Place by the Sand - Riccardo Culeddu/Davide Sardo

"A Place by the Sand" è una composizione elettroacustica pensata per l'interazione con qualsiasi compagine strumentale. I timbri scelti e la struttura complessiva suggeriscono un percorso musicale che può essere modificato profondamente dagli interventi improvvisativi. La gestualità e le articolazioni interne non vogliono quindi essere in alcun modo vincolanti, ma presentare solo degli orientamenti generali.

Il brano è incentrato sulla contrapposizione di elementi timbrici, dinamici e frequenziali fortemente contrastanti e sulla ricerca di un loro equilibrio. I campioni alla base della composizione (versi di grilli; una bottiglia soffiata e trasformata tramite la manipolazione elettronica in una sorta di pianoforte preparato; alcune note di uno strumento a fiato armeno, il duduk) sono stati scelti proprio per la loro diversità e per produrre la massima tensione possibile una volta organizzati verticalmente o linearmente. La loro rielaborazione elettroacustica ha cercato sia di evidenziarne le differenze sia di trovare dei timbri intermedi che potessero fungere da collante, costruendo un tessuto che ne definisse il dialogo. Ogni sezione della forma tripartita del brano è idealmente, ma non letteralmente, dedicata allo sviluppo o alla contestualizzazione di un determinato campione sonoro, ed è delimitata da un nitido svuotamento dinamico.

A Place by the Sand” può essere inteso quindi come un percorso attraverso tre ambienti musicali distinti che, analogamente alle sculture mobili di Calder, si bilanciano tra loro tramite delicati contrappesi timbrici e formali.

                 

Eclectric Environments - Elia Taddei

Per capire la composizione “Eclectric Environments” possiamo semplicemente analizzare il titolo. La parola Eclettric non è un errore di scrittura: è un neologismo composto dalle parole “eclettico” ed “elettrico”. “Eclettico perché la maggior parte dei suoni udibili sono stati generati da suoni di corrente elettrica, “eclettico” perché, come nell'eclettismo, per fare quest'opera ho usato strutture e suoni provenienti da stili di musica diversi.

La parola “Environments” sottolinea come la composizione genera diversi ambienti nei quali l'ascoltatore è immerso.

                                                                     

EG_O - Francesco Perissi   

Questa composizione è innanzitutto la modalità di sublimazione di un percorso esperienziale riguardo l’approccio compositivo, che si riflette immancabilmente nel percorso di vita personale. Ma nasce anche da un’ analisi socioculturale del rapporto artista-pubblico e soprattutto della funzionalità dell’arte “musica” nella società odierna. Il titolo “EG_O ” deve essere interpretato sia nel significato strettamente Freudiano, ovvero l’istanza che rappresenta l’io cosciente e che governa la personalità nel mare magnum delle emozioni e delle relazioni con il mondo esterno, ma anche come una struttura primordiale che si pone alla base dei processi di sintesi musicale. Infatti nelle nomenclature musicali in ambiente elettronico ed in ambiente software, le due unit generator EG e O  rappresentano rispettivamente il generatore di inviluppo ( envelope generator )  e l’oscillatore ( oscillator )  utilizzati come punto di partenza in ogni struttura di sintesi anche complessa, per questo ho ritenuto opportuno apporre il simbolo underscore tra le diciture delle due unità. Il concept che crea la tessitura formale del brano EG_O rappresenta la visione dell’esistenza della parte più profonda del nostro io, l’inconscio. Per questo il brano è diviso in 3 macrostrutture, nella prima abbiamo l’espressività narcisistica dell’ego, pronta al nutrimento delle aspettative esterne, per poi arrivare, nella seconda parte, alla distruzione di questo attraverso un processo di ricerca interiore doloroso e ansiogeno. Nell’ultima parte, dopo aver abbattuto i meccanismi di difesa tipici del nostro io, si arriva ad immergersi nella zona più remota e profonda della nostra personalità: l’inconscio.

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